EPI-Hub: Il centro della fondazione
La visione di Elserino Piol non è rimasta confinata nelle pagine di un libro o nei successi del passato ma ha trovato la sua casa in un luogo vero, fisico, dove le nuove generazioni possono continuare a generare valore.
L’EPI-HUB è il centro sperimentale e di ideazione della Fondazione: uno spazio nel cuore delle Prealpi Bellunesi, concepito come un ecosistema aperto dove il pensiero strategico e la creatività possono incontrarsi e sedimentare.
Officina con Spirito di Co-progettazione
Epi-Hub si affaccia sulla piazza di Valmorel – paese d’origine di E.PI – ed è al piano terra di un vecchio edificio di 600mq totalmente ristrutturato nel 2025.
La struttura architettonica dell’Hub è un manifesto tangibile dei valori della Fondazione: “È un ambiente progettato per la mixitè di funzioni che contiene”, dice lo stesso Architetto Manlio Olivotto (socio sostenitore della Fondazione). Un luogo pensato per essere dinamico, fluido e adattabile a qualsiasi esigenza di progettazione.
L’obiettivo è quello di offrire un punto di riferimento, di unione e di contaminazione reciproca, per promuovere uno sviluppo territoriale dalla giusta spinta avanguardista.
Il complesso è di per sé un’opera di recupero, eretta con risorse naturali e modellata da linee essenziali, tipiche dell’edilizia “povera” con cui si è edificato il fabbricato che, per caratteristica, è un aggregato derivato dalle necessità dei vari periodi. Le scelte di design elevano e modernizzano il progetto, mirando a interpretare lo spirito di Elserino per mezzo del linguaggio e dello stile dell’architettura contemporanea.
I muri perimetrali dell’Hub sono rivestiti con una struttura a gabbia, contenente ciottoli di fiume: un richiamo materico alla terra, che mima un dialogo tra la Fondazione e l’ambiente circostante. Ma non solo, sono anche l’incarnazione dell’animo ruvido e incontenibile di E.Pi… Un gesto di riverenza e di ricordo, per allacciare in modo tangibile la sua figura al progetto.
Alla pianta originale è stato, poi, aggiunto un padiglione a “U” che rompe il rigido rigore e crea movimento geometrico, ed insieme alle ampie vetrate dona respiro e simboleggia la trasparenza e l’apertura verso l’esterno.
All’interno, la sala è concepita come un ambiente polifunzionale. Larice naturale, dotazioni tecnologiche invisibili, connettività satellitare, assenza di barriere fisse… tutti elementi che permettono di configurare questo ufficio come un luogo del domani, capace di ospitare nomadi digitali in un contesto di assoluto isolamento creativo.
Un polo simbolo della sostenibilità moderna
Se l’EPI-Hub è al piano terra, il primo e secondo piano ospitano la Locanda Valmorel e il futuro InfoPoint.
L’intervento di Olivotto, infatti, non si limita alla sede della Fondazione, ma si estende alla riqualificazione di tutto il nucleo strutturale: un progetto che rivitalizza un intero contesto – prima fragile ed ora vibrante.
In più, ogni entità è stata concepita secondo i più alti standard di sostenibilità ecologica: infatti è garantita l’efficienza energetica grazie ad una centrale a biomassa, all’impianto fotovoltaico da 20 kW con batterie di accumulo e dal sistema di recupero calore.
La Locanda rappresenta un punto chiave per l’ospitalità valmorellese dalle origini storiche profonde, che ha visto crescere – morire e rifiorire – il territorio. Il lavoro di ristrutturazione ha valorizzato l’edificio dandogli un grande terrazzo panoramico, che conserva la vocazione secolare di accoglienza. Mentre i rivestimenti in legno chiaro, dedicati al ristorante e alle suite, raccontano della tradizione locale e donano comfort e calore a tutti i clienti.
Infine, di fronte all’entrata del bar della Locanda, a maggio aprirà l’InfoPoint che verrà gestito dalla Fondazione e che vuole essere la porta d’accesso turistica e informativa dell’area. L’ultimo tassello, per ora, del mosaico di riqualificazione territoriale: un ecosistema che dà le giuste basi per un modello di ospitalità diffusa.
Valmorel
È una frazione del comune di Limana, in provincia di Belluno e paese natale di Elserino Piol (8 dicembre 1931). Sfollato durante la guerra e trasferitosi poi a Ivrea e a Milano per lavoro, Piol è rimasto legato al suo paese di origine dove nella casa di famiglia era solito trascorrere alcune settimane nel periodo estivo e qualche giorno invernale a Natale.
Situata a circa 800 metri sul livello del mare questa frazione trova, come molte altre comunità montane, difficoltà economico-sociali dovute allo spopolamento, all’invecchiamento della popolazione, al diradamento dei servizi e delle attività economiche.
Le iniziative della Fondazione Elserino Piol sono orientate ad invertire questo trend. Valmorel ha le caratteristiche giuste per costituire il punto di partenza operativo della Fondazione. La Fondazione ha sì respiro nazionale, ma l’idea di usare la tecnologia come strumento per ripopolare zone rurali e montane, trova in Valmorel terreno ideale per essere un «laboratorio d’idee» che potrà poi essere applicato in altre aree simili sul territorio nazionale.


















